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5 - Il complesso nuragico di Barumini nella Sardegna Sud Ovest, è il più importante e completo sito archeologico della Sardegna. E’ composto da alcune Torri centrali megalitiche che richiamano nell’estetica e forse nelle funzioni i castelli medievali. Intorno un vasto villaggio, sempre in pietra e con copertura in materiali lignei, simili alle attuali “pinnetas” degli insediamenti pastorali. E’ stato costruito nel 17° secolo a.c. ed abitato ininterrottamente fino al periodo punico-romano (V°- I° secolo a.c.). La particolarità di questo sito è che è completamente visitabile sia il villaggio che il Nuraghe.

Barumini Mappe ed Approfondimenti

6 - Il Castello di Las Plassas, costruito nel 1172 e definitivamente abbandonato nel 1500 era una piazzaforte strategica a controllo tra gli allora Regni di Cagliari e Arborea. Attualmente è allo stato di rudere ma i reperti rinvenuti in una recente campagna di scavi possono essere visitati nel locale Museo nel quale con l’ausilio di supporti multimediali e multisensoriali è possibile immergersi nella vita quotidiana del tempo.

Castello Lasplassas Mappe

7 - Ad appena tre Km di distanza troviamo il nuraghe Su Mulinu a Villanovafranca , l’unico in cui sia stato rinvenuto un altare sacrificale particolarmente elaborato nella sua forma di tronco di nuraghe. I reperti rinvenuti sono custoditi nell’omonimo Museo.

Su Mulinu Mappe

8 - Nuraghe Arrubiu ad Orroli è a pochi Km da “Su mulinu” siamo nel cuore della Sardegna sud Ovest, è l’unico nuraghe conosciuto con un mastio a cinque torri, a poca distanza due cinte difensive con a tutto tondo con cinque torri ciascuna ed infine una cinta difensiva esterna con un antemurale ed altre tre torri difensive . Ventuno torri in totale, un grande Castello Nuragico risalente al XVI° secolo a.c.. Da non perdere.

Arrubiu Mappe ed Approfondimenti

9 - Genna Maria, “la porta del mare” , a Villanovaforru. Oggi è poco più di un rudere , ma è interessante notare come il sistema difensivo in Marmilla, nella Sardegna centro sud Ovest, fosse arrivata ad altissime soluzioni strategiche. Dalla sua sommità, ad occhio nudo si vedono i porti di Cagliari ed Oristano . Le porte di ingresso delle invasioni dei POPOLI DEL MARE. Il nuraghe è circondato da un bellissimo parco e nell’omonimo museo si possono ammirare reperti unici dell’arte ceramica di un periodo abbastanza ampio della storia sarda. Tra gli altri una originaria Pintadera Nuragica, una sorta di bollo d’origine dei prodotti della comunità. Lungo la strada per arrivare al nuraghe si incontra SU CUADDU DE NIXIAS, un sito ben tenuto di un piccolo villaggio nuragico con annessa Tomba di Giganti. Attualmente è visibile, in perfetto stato di conservazione, La gigantesca STELE CENTINATA dell'ingresso al monumento

Genna Maria Mappe

10 - Arriva un tempo in cui il lavoro dell’uomo cambia i luoghi e la loro importanza economica e quindi strategica. Dal Nuraghe Genna Maria, il Castello Giudicale di Sanluri dista poco più di 3 km in linea d’aria. Sono passati 17 secoli , la Sardegna ha quattro regni indipendenti . La cittadina di Sanluri, tuttora importante centro della Sardegna del Sud Ovest, è a confine tra quello di Cagliari e l’Arborea. Centro Amministrativo e doganale importantissimo nel medioevo, si dota di un castello e di possenti mura intorno al borgo. È l’unico ancora in uso degli 88 costruiti in tutta la Sardegna da esso si dipartono ancora visibili i resti delle mura (Sa muralla) ed intera una delle porte della città. Dopo 10 secoli di uso ininterrotto è ancora abitabile ed abitato. L’attuale proprietà, l’ultimo Conte di Sanluri, ha realizzato un Museo del Risorgimento ponendovi i cimeli del Duca d’Aosta. Inoltre una preziosa collezione di cere di conosciuti artisti internazionali. Pregevole la raccolta dell’epistolario tra il Duca stesso e Gabriele d’annunzio.

Castello Sanluri Mappe

11 - Se da Genna Maria, prendessimo la vecchia strada di collegamento in poche decine di minuti a piedi ci troveremo sulla Giara di Siddi. Non si è vista la Sardegna se non si visita almeno una c.d. Omu de S’Orcu , la tomba di giganti, uno tra i più straordinari esempi di architettura funeraria nuragica della Sardegna. Questa si distingue per l’eccezionale stato di conservazione e la monumentalità della costruzione, risultando così un luogo ideale per capire come sono fatte queste sepolture. Era un luogo di sepoltura comune. E’ notevole per dimensioni e per arredi litici . La disposizione a fianco dell’ingresso di un grande sedile semicircolare della stessa dimensione della costruzione e di varie cellette votive fa pensare ad un luogo di culto dei morti molto importante per tutto il territorio circostante. E' un luogo magico e negli ultimi anni hanno organizzato i loro concerti GRANDI NOMI della musica internazionale.

Tomba Giganti Siddi


1 - Con il termine GIARA ( sa Jara) in Sardegna sono definiti i tavolati basaltici presenti un poco in tutta la Sardegna. Nella Sardegna centro Sud Ovest il più Spettacolare ed incontaminato è sicuramente quello che si estende per 45 km² da Gesturi, fino alle pendici del monte Arci nell’Oristanese . La GIARA DI GESTURI conosciuta anche con il termine di SA JARA MANNA è la parte di altopiano che ha mantenuto , merito del rispetto secolare da parte della Collettività, il suo aspetto più selvaggio e spettacolare. L’altopiano è caratterizzato da suolo particolarmente sassoso, ricoperto da sugherete e da macchia mediterranea. La forma depressa del terreno consente il crearsi di piccoli specchi d'acqua che in primavera si ricoprono di una flora molto colorata, costituita da specie endemiche introvabili da altre parte. Un mondo a se stante per le molteplici varietà vegetali. Diverse e variopinte varietà di orchidee selvatiche. 350 sono le specie vegetali censite , alcune rare come la Morisia Monantha,”l’erba d’oro”. Per la sua Specificità è parco Regionale . E’ vietata la caccia , allo stato selvatico è popolata da cinghiali, volpi, martore, ricci, conigli, lepri, gatti selvatici, martore ecc. . Uccelli rari per la Sardegna hanno fatto dell’altopiano un habitat ideale sono presenti in gran numero falchi, corvi e poiane non è raro la presenza di alcune coppie di aquile il picchio rosso maggiore, gruccioni, germani reali, cicogne e i cavalieri d’Italia nelle belle giornate primaverili capita di avvistare il “lepidurus opus Lubbocki”, un crostaceo arcaico, restato immutato da 200 milioni di anni, che vive ai bordi dei laghetti (paulis) sull’altopiano . Il periodo ideale per una escursione è la primavera da Marzo a Giugno e l’autunno da Settembre in poi. L’inverno a parte qualche giornata praticamente non esiste.

2 - E’ la GIARA DI TUILI (Sa Zeppara Manna) che merita una menzione particolare. La presenza del CAVALLINI DELLA GIARA, "Equus caballus jarae", i cavalli dagli occhi a mandorla. Una razza autoctona di cui non si conoscono simili al mondo . Caratteristici per la loro piccola stazza, manto morello o baio scuro, occhi a mandorla, criniere e code lunghissime, sono adattati al particolare ambiente della Giara, riescono a resistere ai periodi di magra, sfruttando pascoli ed arbusti immangiabili per altre specie. autunno. Vivono in una grande mandria divisa in piccoli gruppi ognuna dominata da uno Stallone dominante. I parti avvengono nel periodo di febbraio – maggio. È sicuramente una esperienza mozzafiato, quando si incontrano lungo i sentieri o nascosti tra i cespugli, le famiglie di cavallini, composte dallo stallone dominante, le femmine e i puledrini. Tutto il parco è facilmente accessibile e visitabile a piedi lungo sentieri tracciati dagli animali stessi. Per sfruttare al massimo la visita, che può essere fatta anche senza accompagnatori, è consigliabile farsi accompagnare dalle guide che conoscono tutti i luoghi più particolari.
A poche centinai di metri sulla Giara di Setzu una interessante attrazione, o se vogliamo per i più interessati a questa disciplina è posto il campo volo della Associazione I Fenicotteri Rosa. L’associazione sportiva si interessa di volo libero e unisce piloti provenienti da tutta la Sardegna. In questo Sito nei Week end è facile poter ammirare le grandi e colorate vele alzarsi in volo e volteggiare nel cielo. E’ uno spettacolo mozzafiato. Una bellissima galleria di immagini la potete trovare a questo indirizzo.

Giara Mappe ed Approfondimenti



17 - Molti villaggi nella Sardegna del Sud Ovest hanno mantenuto o ripristinato nel proprio centro storico l’aspetto caratteristico del nostro territorio. Nel tessuto urbano e nel caratteristico modo di costruire. Abbiamo scelto questi che non sono mere ricostruzioni . Quello che andremo a vedere sono proprio le costruzioni originarie mantenute e curate ed ancora abitate dai proprietari. TUILI è stata città baronale fino dalla prima infeudazione (15° secolo). A differenza dei centri vicini, a Tuili è possibile notare una netta distinzione tra la casa del ricco proprietario, la casa a corte e la umile casa, in esso si notano, più che altrove le differenze tra la casa padronale, di antica nobiltà spagnola o di borghesia notariale o mercantile che, pur presentando i caratteri tipici delle abitazioni della zona, funzionalmente realizzate allo stesso modo, ma con una cura dei particolari finalizzata a esplicitare lo status sociale della famiglia dimorante. Le abitazioni ripetono in grande o in piccolo a seconda dello status la classica disposizione delle case a doppia corte . Una anteriore, con accesso diretto dalla via pubblica da un Portale cieco ad arco. La corte anteriore è il salotto buono dell’intera casa, al centro la casa con prospiciente un loggiato su cui si aprono le porte delle stanze del primo piano. Nella parte posteriore un piazzale rustico ad uso del bestiame da tiro e per le faccende legate alla vita contadina. Addossate alla recinzione costruzioni di varie dimensioni quali depositi, magazzini ecc. in fondo il ricovero delle bestie da tiro e con i relativi mezzi da lavoro. I più facoltosi hanno calesse per disbrigare le faccende leggere mentre i più umili hanno un cavallo da sella. Questi animali e relativi finimenti sono alloggiati solitamente in una costruzione a fianco al Portale. All’ingresso una grossa pietra affianca il muro ed è utile quale aiuto per montare a cavallo. Infissi al muro ancora si notano dei ferri ove appendere le redini del cavallo mentre si sbrigano faccende di breve durata. Su tutte vi segnaliamo la . Ma vi sono almeno altre venti belle case antiche da visitare . insomma vale la pena girare l’intero centro storico e se vi trovate gli abitanti e chiedete non vi verrà negata una visita. L’altro motivo per cui vi segnaliamo questo centro è per i dipinti presenti nella chiesa patronale . Un RETABLO del Maestro di Castelsardo, una pala d’altare, divisa in scompartimenti con episodi della vita dei Santi a cui è consacrata la chiesa . Di fronte alla chiesa il Museo dell’olio e il Museo degli strumenti musicali sardi di cui parleremo diffusamente nella slide relativa. Meritano pertanto una visita la bianca chiesa di Sant'Antonio, costruita con una architettura di stile spagnolo coloniale, avvolta in un ampio muro di cinta, la parrocchiale di S.Pietro, gli eleganti edifici neoclassici, come la Villa Pitzalis, progettata da Gaetano Cima, e Villa Asquer. Il paese è il punto di partenza per le escursioni guidate al parco della giara di Tuili e Gesturi, inoltre a Tuili è possibile visitare l'interessante parco tematico della Sardegna in miniatura.

TUILI mappe

18 - Villamar è citata nel documento che sigla la pace di Sanluri (a. 1355 d.c.) con almeno 20 giurati. Un grande paese capoluogo di curatoria. Ancora oggi si notano nel centro storico i palazzi che sanzionano questa condizione . Almeno tre notai, una grande casa municipale, quattro chiese oltre la Parrocchiale , due cumbessias campestri. Sono segni di una grande vitalità politica ed economica. Già prima della conquista Aragonese, nel centro storico , sono insediati alcune famiglie Maiorchine, che occupano un intero quartiere e si dedicano al commercio e all’esportazione del grano verso la Spagna. Il nucleo principale di questo insediamento è adibito a magazzino ed è tuttora visibile nella sua struttra originaria benché oggi sia ristrutturato e adibito ad usi pubblici. Sono circa 4000 metri quadri di magazzini. La dimensione svela l’importanza del sito. All’interno della chiesa parrocchiale si conservano numerose opere d’arte di grande valore storico e artistico. Il manufatto certamente più rilevante è il grandioso, splendido retablo posto sull’altare maggiore, realizzato nel 1518 dal pittore Pietro Cavaro. Negli anni settanta in tutto il paese sono stati realizzati, unici in Sardegna con quelli di Orgosolo, decine di immensi MURALES . Sono a sfondo sociale e vengono mantenuti in perfetto stato da una Associazione apposita. Alcuni sono pregevoli e riferibili ad artisti internazionali di questa particolare forma d’aerte data la partecipazione agli esordi di alcuni pittori centramericani, culla di questa forma d’arte. Una città da visitare con calma ed attenzione data la molteplicità di attrazioni.

VILLAMAR murales

19 - Altro Borgo caratteristico è BARESSA. Si sa che i tessuti urbani sono disegnati in funzione delle esigenze degli abitatori. In particolare dalle attività svolte, dall’economia principale. Baressa è terra di confine. Le fertili e vaste pianure della Marmilla diventano collina e in certi casi, come le propaggini occidentali della Giara di Siddi, quasi montagna. Aumenta il numero degli allevatori di ovini, le dolci colline sono più adatte alla coltivazione della vite e nel caso di Baressa, del mandorlo. Pochi cereali e leguminose per il consumo umano. Ed ecco quindi la necessità di scambio, di commercio. Questo è il centro storico di Baressa, quasi interamente intatto o con preziosi recuperi, un agglomerato di grandi case fornite di capienti magazzini per il deposito e la lavorazione delle mandorle e del vino, loggiati per cavalli da tiro e grandi carri per il commercio con il capoluogo della Regione. Particolare interesse una grande Casa Padronale al centro del paese, fedelmente recuperata e ristrutturata, adibita a Museo della vita contadina, al cui interno è riassunto il fare di questa operosa comunità. Pregevole è inoltre la strada che porta al monte per una escursione. Partendo dal paese mano mano che si sale si possono osservare tutte le tipologie di coltivazioni alle varie altezze, fino ai pascoli alti e a pregevoli boschi di lecci e macchia mediterranea.

BARESSA mappe



3 - "Dense di celidonie e di spineti, le rocce mi si drizzano davanti, come uno strano popolo d'atleti……. Ed ancora Sotto fremono al vento ampi mirteti selvaggi e gli oleandri fluttuanti, verde plebe di nani". Così cantava GABRIELE D’ANNUNZIO estasiato innanzi alle scoscese pareti del monte LINAS . E’ il Monte più alto della Sardegna sud Ovest. A Villacidro la presenza dell’uomo è antichissima. Ed è innato nel Villacidrese l’amore per la natura, per la montagna. Tutto il territorio è disseminato da luoghi incantevoli per il trekking sia a piedi sia in mountain bike . Almeno cinque percorsi segnalati, con difficoltà da media al alta, da adeguati pannelli informativi consentono di raggiungere i luoghi di maggiore interesse e bellezza. Muru Mannu, laveria di Canale Serci, Camp’ ‘e Isca, Cantina Ferraris, Magusu, Monte Lisone ecc. PISCINA IRGAS 39°24'05,76”N – 008°38'49,85”E, a quota 361 s.l.m., da un ampio parcheggio si continua a piedi per circa 1700 metri, questo primo tratto è poco più di una passeggiata. Giunti alla fine del sentiero si devono percorrere 600 -700 metri di ripidissima salita in mezzo al bosco che ci porta sul crinale destro del Rio d’Orridda. Siamo sul punto più alto di questa porzione di territorio. Il panorama è davvero notevole. L’altopiano da cui sgorga la cascata, coperto di sugherete e macchia mediterranea si estende a perdita d’occhio. Sedersi ad ammirare questa bellezza è quanto di più rilassante ci possa essere, ascoltare il silenzio ed il canto di milioni di uccelli, rotto solo dallo scrosciare dell’acqua che si tuffa in un bellissimo laghetto color smeraldo. Nelle numerose vasche a valle, di tutte le dimensioni, formate in milioni di anni da quest’acqua purissima ci si può bagnare e godere del sole al riparo delle correnti aeree sempre presenti a queste quote. Interessante per le arrampicate tutto il massiccio del Linas 39.4168337, 8.6771393 conosciuto tra gli appassionati per la varietà di siti con vari livelli di difficoltà e quindi adatti ai principianti ma anche dei più esperti, molte pareti sono attrezzate . Tra le tante Magusu Genna Magusu e Maguseddu Punta Acqua Zinnigas Corongius Longus . Da citare sul versante del Linas a Gonnosfanadiga , la Valle dei Tassi.

TREKKING Sardegna

4 - Il MONTE ARCI è un interessante complesso montuoso nella Sardegna del centro Sud Ovest. Un luogo ideale per fare TREKKING in Sardegna. Le sue pendici occidentali sfiorano il mare del Sinis, ad Oristano. Di formazione antichissima è stato centro di scambi fra civiltà in tutto il bacino del mediterraneo dall’alto Neolitico fino alla età del Bronzo. Motivo di tanto interesse l’OSSIDIANA. Una roccia lavica del tutto simile al vetro. La particolare struttura consente una lavorazione a “scheggiatura” ottenendo da tutti i frammenti delle lame di diverse dimensioni dalle piccole lame per bisturi o punte di frecce e lance o coltelli. Il deposito nella preistoria per la fornitura di arnesi da taglio. Eccolo il primo motivo valido per una escursione a Monte Arci, una visita al Museo- Laboratorio dell’Ossidiana 39.792450, 8.802891 dove si costruiscono pregevoli gioielli e monili . Da qui lungo i sentieri esistenti si raggiungono luoghi di particolare interesse naturalistico. Il luogo è ricco di acque e sorgenti naturali, foreste di querce e sugherete millenarie. Inoltre la speciale conformazione del massiccio, protetto a tramontana e maestrale, ha premesso lo sviluppo di specie floreali endemiche particolari che non si trovano da altre parti. Questi sono, oltre i laboratori di Ossidiana, i principali motivi di interesse di quest’area. Boschi cedui e di alto fusto, spesso in consociazione con altre essenze quali rovere, ("Is arrobis a Pau"), la sughera (Serra 'e Ortigu, Monimenta, Corongiu Onnari e a “Su Laccu 'e S’Acqua a Morgongiori, “Su landiri drucci, su pittixi” a Usellus, Roia menta a Villaverde e “Sennixeddu e Sa paba senti” a Pau). 39.802352, 8.744767 Interessanti ed uniche sono le specie floreali pabulari che si sviluppano nei costoni meno imboschiti. Un luogo di elezione per escursioni sia a piedi sia in mountain bike. Sentieri naturali e strade consentono di scegliere il livello di difficoltà dell’escursione. Vale la pena, in ultimo, una visita alla cittadina di Ales la più antica ed importante sede Vescovile della Sardegna del Sud. Il Vescovo di Ales era infatti una sorta di primo ministro del Regno di Arborea. Pregevole il museo di Arte Sacra e la Cattedrale.

TREKKING Sardegna



12 - La Sardegna è conosciuta nel mondo soprattutto per le spiagge del nord . La Costa Smeralda , Alghero . Da alcuni anni, i viaggiatori più attenti, che non si accontentano di questi luoghi da riviste patinate di questo Turismo addomesticato, stanno scoprendo le spiagge della Sardegna del Centro Sud Ovest. Una zona incontaminata dove montagne rigogliose precipitano all’improvviso in lunghissime spiagge di sabbia finissima specchiandosi in un mare di una purezza e colori indescrivibili. LA COSTA VERDE, per la sua conformazione e per le vie di accesso , noi la dividiamo in due parti. Dal promontorio di PISTIS fino a PORTU MAGA la prima parte. Si accede comodamente da e subito una insenatura di alcuni kilometri , un'incantevole spiaggia di sabbia dorata con alle estremità basse scogliere che formano piccole spiaggette riparate. Sono luoghi adatti a famiglie con bambini: l'acqua molto chiara, il fondale molto basso, quindi sicuro. Il mare pescosissimo è indice di acque sane e pulite, un luogo incontaminato. Ideale anche per chi ama osservare l’ambiente marino nella sua più naturale bellezza. Da segnalare a TORRE DEI CORSARI le immense dune di sabbia che dalla spiaggia si stagliano fino a oltre i centro metri d’altezza.

Costa Verde Mappe

13 - Le spiagge di PISCINAS E SCIVU sono le perle più preziose di questi incantevoli luoghi .A Piscinas una unica grande spiaggia di bianca sabbia finissima, si estende per oltre 1 kilometro, ed in profondità le dune di sabbia , verso l’entroterra, per oltre 3 km. Le dune sono una spettacolo unico in tutta la Sardegna - non per nulla, la zona è conosciuta come il Sahara Sardo. Il mare con il suo lavorio modifica quotidianamente la conformazione della spiaggia a formare piccole piscine naturali adatte ai giochi dei bambini. Non è raro ad inizio dei mesi di giugno e fine settembre che siate gli unici ospiti dell’enorme spiaggione . Subito dopo un rigagnolo che scende dalle vicine montagne è la spiaggia di SCIVU. La citiamo a parte anche se per molti versi è la continuazione della precedente in quanto è chiamata la spiaggia dalla sabbia “parlante”, per via del rumore gradevole e che ne ricorda il nome che si sente passandoci sopra . Il cinema e i pubblicitari hanno spesso scelto quale set questo incantevole luogo. In tutto il litorale vi sono servizi di salvamento e chioschi per la ristorazione. Ampi tratti di parcheggio vicino alla spiaggia sono gratuiti.

Giara Mappe ed Approfondimenti

14 - Negli ultimi tempi I GIGANTI DI MONTI PRAMA hanno reso celebri questi luoghi. Ma per gli amanti delle vacanze “VERE” questi luoghi sono conosciuti da sempre. La spiaggia de IS ARUTAS, balzata alle cronache alcuni anni fa per furti di quarzo che formano le sue spiagge . Un luogo unico ed incantevole. E' conosciuta come la spiaggia dei chicchi di riso, essendo composta da piccoli granelli di quarzo, che presentano sfumature che vanno dal rosa, al verde, al bianco candido. Il suo fondale si presenta profondo fin dalla riva e per questo viene considerata un perfetto spot per i surfisti anche nei mesi invernali. Nonostante questo non è un mare infido ed è particolarmente adatto anche per le famiglie.

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15 - MAIMMONI E MARI ERMI poco appresso, altre due spiagge di selvaggia bellezza , tanto che è stato posto sotto tutela quale SITO DI INTERESSE COMUNITARIO . A MAIMMONE la sabbia chiarissima è miscelata con equilibrio con sassolini di quarzo rosa e bianco, con le più molteplici sfumature, che la impreziosiscono e la rendono unica, molto gradevole, pulitissima . L’acqua bassa e il mare mai mosso lo rendono un luogo adatto per le famiglie con bimbi piccoli. La spiaggia di MARI ERMI è un lungo arenile con un fondo di brillante quarzo bianco sempre più rado , e con tratti di sabbia ocra molto fine. La spiaggia è si estende tra il mare e lo stagno, d’estate asciutto, che porta il suo stesso nome. La sua conformazione presenta una maggiore varietà cromatica, tra il mare limpido e azzurrissimo , sabbia bianchissima, alternata all'ocra dorato. Nuove strade realizzate negli ultimi anni consentono di raggiungere velocemente questi luoghi evitando il traffico cittadino di ORISTANO . In ambedue i siti sono presenti ampi parcheggi e caratteristici chioschi, con la copertura in falasco, in cui si possono gustare i caratteristici piatti della Cucina di Mare, prima fra tutte la rinomata BOTTARGA DI MUGGINE. Per gli amanti dell’arte corre segnalare a Oristano il Museo Antiquarium Arborense

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20 - Villa Asquer, attualmente Museo dell’olio, nasce nel momento in cui la nobiltà feudale, venuto a mancare il reddito del feudo a seguito della loro abolizione, necessita di avviare attività economicamente rilevanti. In un paese come Tuili il compendio è un complesso enorme di case, magazzini, locali dedicati alle più svariate attività agro-industriali di inizio “900. La villa al centro del lotto pur pregevole (progetto Cima) è evidente che è il punto di arrivo ad un nuovo modo di abitare. E’ e rimane il cuore quasi estraneo del mondo operoso che gli ruota attorno. La famiglia Asquer è di antiche origini liguri, ha l’olio e l’olivicoltura nel sangue. E’ Gavino Asquer, studente in gioventù in Toscana, curioso di tutto quanto è innovazione in campo agricolo, in particolare la trasformazione alimentare, che introdusse nella residenza un frantoio moderno e funzionale. Accanto al frantoio ottocentesco sono esposti i più recenti macchinari della seconda metà del Novecento. Ma Gavino è anche amante delle arti e in un periodo in cui il cinema è solo ambulante realizza una sala di proiezione. Accanto al caseificio anch’esso non ancora industria ma già non più attività di mera sussistenza. E’ curioso visitare questo luogo. Ci pare di vedere non ciò che era il mondo, si coglie il momento esatto di cosa sarebbe diventato il mondo. O almeno quello che Gavino nato feudatario, eticamente operoso e moderno, istruito, immaginava sarebbe diventato. Al piano superiore della Villa una pregevole raccolta di strumenti musicali Sardi.

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21 - Oggi definire questa struttura “Museo naturalistico Sa Corona Arrubia“ è sicuramente riduttivo. Negli anni questo laboratorio di cultura della zona è diventato qualcosa che abbraccia tutte le forme artistiche e museologiche possibili nella zona. Con gli anni il nucleo principale permanente “naturalistico” è stato affiancato da decine di mostre temporanee che abbracciano tutte le forme espressive del territorio, pittura, fotografia, ceramiche ecc. con artisti locali, regionali, internazionali. Non mancano date dedicate alle novità editoriali nella Sardegna ma anche scrittori nazionali emergenti. Uno su tutti l’ultimo lavoro di Fabio Volo. La parte naturalistica si articola in tre padiglioni, dedicati alla fauna, alla botanica e all’antropologia. il padiglione faunistico, otto grandi diorami, le stupende ricostruzioni tridimensionali a grandezza naturale di ambienti naturali del territorio. Il padiglione botanico si articola a sua volta in tre sottosezioni: la micoteca, la xiloteca e l’erbario. Disegni e modelli botanici tridimensionali offrono un approccio diverso ai concetti basilari della botanica. Il terzo padiglione, quello antropico si articola in due parti: nella prima sono esposte sei suggestive ricostruzioni in scala dei più importanti monumenti archeologici della Marmilla; la seconda espone una collezione di testimonianze sulla civiltà contadina del recente passato. Affiancato a questo Is Giogus antigus, una collezione di oltre 200 giocattoli antichi sardi realizzati a mano. Sottrarre tempo alle attività primarie per la costruzione di “inutili” giocattoli ci aiuta a misurare il grado di civiltà raggiunta da un popolo. 52 mostre temporanee a cadenza settimanale riassumono, in trenta giorni ciascuna, tutte le forme d’arte della Regione.

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22 - A Villanovafranca il MUSEO SU MULINU Realizzato per valorizzare i reperti provenienti dai vari siti archeologici del territorio comunale, il museo è ospitato nei locali ristrutturati dell’ex Monte Granatico, suggestivo stabile della metà dell’Ottocento che sorge nel centro dell’abitato, di fronte al Municipio. Compresi in un arco cronologico che data dalla Preistoria all’Alto Medioevo (III millennio a.C. – VII secolo d.C.), i reperti sono suddivisi in due sezioni che illustrano l’antica e densa occupazione del territorio e lo scavo della fortezza nuragica Su Mulinu. Una terza sezione, destinata ai non vedenti, propone un ripiano tattile con le copie dei più significativi materiali esposti, e un tabellone compilato in Braille che racconta la storia del nuraghe. Di sicuro interesse è la ricostruzione a grandezza naturale dell’altare in forma di nuraghe, rinvenuto in una delle torri di Su Mulinu. Davanti al municipio l’unica torre civica comunale della Sardegna . All’interno dei locali del Municipio si possono osservare dei pregevoli mobili d’Ufficio risalenti all’inizio del secolo scorso realizzati da Artigiani locali del legno.

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23 - E’ da Villanovaforru che nasce la riscossa culturale della Marmilla. E’ grazie a Giovanni Pusceddu nel lontano 1975, Uomo estremamente pacato ma dotato di gran volontà e passione, è lui che per primo, in un territorio in irreversibile spopolamento, scommette sulla cultura. Avvia gli scavi a Genna Maria e un laboratorio restauro annesso per i reperti rinvenuti. Quindi naturale sviluppo dell’idea il Museo Archelogico in cui custodire e mostrare i reperti rinvenuti. Sono ricostruite le fasi di vita di un villaggio nuragico, si possono apprezzare la varietà delle ceramiche e degli altri utensili, cogliere l'evoluzione delle credenze e dei riti attraverso i secoli, dall'epoca nuragica all'età bizantina. Interessante la sezione dedicata agli strumenti di dominio del fuoco quali fornelli portatili, portabraci, alari, coppe di cottura sostitutive del forno. Le brocchette askoidi si confrontano con reperti analoghi rinvenuti nella Toscana marittima, a Creta. Insomma interessante in se e per se ma anche preziosa raccolta che confronta il livello di civiltà locale con le altre contemporanee del mediterraneo.

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24 - I GIGANTI DI MONT'E PRAMA ecc.ecc. la riscossa culturale della Marmilla. E’

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